﻿{"id":143,"date":"2021-11-19T18:13:56","date_gmt":"2021-11-19T17:13:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giancarlolucariello.it\/melodiainfinita\/?p=143"},"modified":"2021-11-26T20:39:43","modified_gmt":"2021-11-26T19:39:43","slug":"una-melodia-infinita-giancarlo-lucariello-racconta-i-suoi-pooh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giancarlolucariello.it\/melodiainfinita\/2021\/11\/19\/una-melodia-infinita-giancarlo-lucariello-racconta-i-suoi-pooh\/","title":{"rendered":"La Repubblica &#8211; Ernesto Assante | Una melodia infinita: Giancarlo Lucariello racconta i suoi Pooh"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-278\" src=\"https:\/\/www.giancarlolucariello.it\/melodiainfinita\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ernesto-assante-tondo.png\" alt=\"\" width=\"108\" height=\"108\" srcset=\"https:\/\/www.giancarlolucariello.it\/melodiainfinita\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ernesto-assante-tondo.png 200w, https:\/\/www.giancarlolucariello.it\/melodiainfinita\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ernesto-assante-tondo-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 108px) 100vw, 108px\" \/>Il libro si intitola \u201cUna melodia infinita. Ritratto del nostro tempo migliore\u201d. E il titolo contiene due verit\u00e0: quella che rimanda alla infinita melodia dei Pooh, destinata nel bene e nel male a rimanere per sempre con noi, e quella che rimanda a un \u2018tempo migliore\u2019, quello degli anni della collaborazione di Giancarlo Lucariello, autore del libro, con i Pooh stessi. Un libro che \u00e8 a met\u00e0 tra l\u2019autobiografia e la favola, perch\u00e9 l\u2019avventura di Lucariello nella musica e con i Pooh ne ha i contorni, talmente leggendaria e particolare \u00e8 stata. Ma ha anche i toni del saggio, per merito sia dello scritto di Andrea Pedrinelli, uno dei massimi storici dei Pooh, e che di quelli firmati da Marco Betta e Marcello Aitiani. Un libro che Lucariello si \u00e8 deciso a scrivere dopo molte indecisioni: \u201cEra molto tempo che in tanti mi chiedevano di farlo, ma io non ero convinto\u201d, ci dice Giancarlo Lucariello, \u201cpenso che spesso i libri \u201cdietro le quinte\u201d non servono a niente, sono fatti di nozioni, nomi, date, che annoiano, e non ci ho quindi mai creduto. Poi \u00e8 arrivata la pandemia, l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 e siccome di quel periodo della mia vita sono molto orgoglioso, ho pensato che avevo bisogno di raccontarmi e confessare come ho fatto questo lavoro, lasciare un segno anche per la mia famiglia, fare qualcosa che raccontasse anche un po\u2019 il mio tempo. Poi l\u2019idea \u00e8 sbocciata, anche per gli stimoli di Marco Betta, ho iniziato a scrivere e appena inviato le prime cose a Elisabetta Sgarbi, lei mi ha detto che lo voleva pubblicare. L\u2019ho completato, ho chiesto a due miei amici, colti, appassionati di musica e arte, amanti di quel periodo li, di aggiungere qualcosa, e piano piano il libro, in un anno circa, ha preso forma\u201d.<br \/>\nE\u2019 la prima volta che si mette cos\u00ec apertamente in primo piano.<br \/>\n\u201cHo faticato molto, ho parlato di cose che non ho mai detto, io sono un tipo riservatissimo. Ma \u00e8 stato bello tornare indietro a quando ho iniziato, da ragazzo e sognavo di essere come Phil Spector. Riservato lo sono ancora adesso, per tanti anni mi sono vergognato, non volevo apparire, e adesso quando vedo il servizio fotografico bellissimo fatto per l\u2019ufficio stampa, mi imbarazzo ancora un po\u2019\u201d.<br \/>\nMa, capiamo, l\u2019emozione dello scrivere e del ricordare \u00e8 stata maggiore\u2026<br \/>\n\u201cTanta emozione, e tanta fatica nel ricordare anche le cose pi\u00f9 difficili, i dolori. A Milano ho sofferto, quando sono arrivato, io ero cresciuto con la rigida educazione dei miei genitori e mi chiamavano \u2018il romano fighetta\u2019. Perch\u00e9 ero puntuale, rigido, severo, ho sempre chiesto tanto a me stesso e agli altri, ho sempre deciso cosa volevo fare e come. Ho avuto la fortuna di vendere un milione e passa di copie con il primo singolo, avendo tanto successo, ma a Milano c\u2019era anche tanta solitudine. Quando ho ritrovato il cielo di Roma ho ritrovato anche la mia vita\u201d.<br \/>\nE soprattutto la condivisione con i Pooh\u2026<br \/>\n\u201cRoby soprattutto, ma anche con gli altri. La composizione \u00e8 alla base di tutto e io lavoravo a stretto contatto con Roby. Io sono sempre intervenuto nella creativit\u00e0 della composizione, non sono un uomo di studio e basta. E sono sempre stato cos\u00ec, anche dopo i Pooh, nel rapporto strettissimo con Maurizio Fabrizio\u201d.<br \/>\nChi le ha dato la spinta a portare a termine il libro?<br \/>\n\u201cInnanzitutto la mia compagna, lo leggeva, si emozionava e mi diceva di andare avanti. E poi mio figlio, che adoro. Nel libro c\u2019\u00e8 tanto di me, della mia piccola famiglia e della mia vita\u201d.<br \/>\nE c\u2019\u00e8 la verit\u00e0 dei Pooh\u2026<br \/>\n\u201cSi, l\u2019ambizione era quella di fare un racconto pi\u00f9 ampio, l\u2019ambizione era quella di entrare a fondo nella storia. Senza questo libro non si pu\u00f2 sapere come \u00e8 nata l\u2019avventura dei Pooh. Com\u2019\u00e8 andata lo sa Roby, ma gli altri non conoscono la storia cos\u00ec a fondo\u201d.<\/p>\n<p>Ernesto Assante, Media Trek su Repubblica Blog<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/assante.blogautore.repubblica.it\/2021\/11\/una-melodia-infinita-giancarlo-lucariello-racconta-i-suoi-pooh\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link all&#8217;articolo &gt;&gt;&gt;<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro si intitola \u201cUna melodia infinita. Ritratto del nostro tempo migliore\u201d. 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